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La Germania celebra ancora divisa il 15° anniversario della caduta del muro

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La Germania celebra ancora divisa il 15° anniversario della caduta del muro

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Quindici anni fa cadeva il muro di Berlino. Un evento celebrato oggi in tutta la Germania piú dalle istituzioni che dai tedeschi. Tutta la classe politica si è riunita per ricordare il giorno in cui scompariva la barriera che divise per 28 anni Berlino, la Germania e l’intera Europa. Per non dimenticare le oltre mille vittime cadute nel tentativo di passare da est a ovest.

C’erano per lo piú studenti a ripercorrere le tappe di un sogno che oggi non appare piú tale. Il nove novembre 1989 Gunter Shaboswski, portavoce del partito comunista tedesco-orientale, annunció in conferenza stampa: “Tutti i cittadini della Ddr potranno recarsi nell’ovest chiedendo un visto già da domani “. Il resto è storia: i berlinesi dell’est comunista si riversarono nelle strade e presero d’assedio i punti di passaggio lungo il muro. I poliziotti finirono per alzare le sbarre. A mezzanotte centinaia di migliaia di berlinesi passarono a ovest. Alla Porta di Brandeburgo, la gente ballava, cantava e dava colpi di piccone a un simbolo che stava per scomparire. E’ l’inizio della fine della guerra fredda. 15 anni piú tardi, siamo nell’agosto di quest’anno, i tedeschi dell’ex Ddr ritornano in piazza, non mossi dalla gioia, ma dalla delusione perché la riconciliazione di cui parlava Khol in realtà non è mai arrivata: a est la disoccupazione è il doppio rispetto a quella dell’ovest, gli stipendi sono piú bassi. La Germania non si è mai riunita, e non solo per questioni puramente economiche, ma anche per profonde differenze culturali. Rose Marie Gratz, ex giornalista nella televisione pubblica della Ddr, esprime i sentimenti dei tedeschi dell’est: “La gente ha perso la propria sicurezza a livello sociale, ha perso il sogno di “ovest dorato”. Ha sostituito la paura che avevano di fronte alla Sicurezza – quando si chiamava Stasi – con la paura dell’insicurezza, quella sociale. E si rende conto che “fratelli e sorelle” dell’ovest non li amano più, quando diventano concorrenti sul mercato del lavoro”. Il punto di vista dei tedeschi dell’ovest, dal giornalista Marc Rhode: “Quello che ci dà piú fatidio è che i tedeschi dell’est si lamentano, sono mugugnoni, ora sono anche nostalgici: pensano che quanto è accaduto all’epoca fosse grandioso e che anche i prodotti fossero migliori di quelli dell’ovest”. In 15 anni il governo federale ha investito 1.500 miliardi di euro per l’est, il 4% del Pil, ma il solco lasciato dal muro non si riempie. Un sondaggio ha rivelato qualche settimana fa che un tedesco su cinque vorrebbe il ritorno del muro.