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Devolution in Macedonia: le sorti affidate a un referendum

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Devolution in Macedonia: le sorti affidate a un referendum

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Macedonia al voto per abrogare la legge sul decentramento amministrativo. Il referendum è stato promosso dai nazionalisti del Congresso Macedone, formazione politica di opposizione. Contrari: il governo del premier socialdemocratico Hari Kostov, la minoranza albanese e la comunità internazionale. Un successo della consultazione rischia di interrompere il processo di avvicinamento della Repubblica all’Unione Europea e alla Nato.

“Anche se il referendum passerà, gli Albanesi continueranno ad avanzare richieste” afferma quest’uomo. “Abbiamo fatto un sacco di concessioni agli Albanesi, questa è l’occasione per dire basta. Ma so già che torneranno alla carica” aggiunge quest’anziano. Perchè la consultazione sia valida deve recarsi alle urne il 50% più uno dell’1,7 milioni di elettori. In Macedonia vivono 2 milioni di persone, il 20% di origine albanese. La legge sul decentramento amministrativo costituisce il pilastro degli accordi di pace di Ocrida dell’agosto del 2001 che misero fine a sette mesi di lotte tra maggioranza macedone e minoranza albanese. “Ciò che ha mosso i promotori del referendum – spiega questo analista macedone – è la grave situazione economica, politica e sociale del paese. Le ragioni etniche non sono preponderanti”. Oltre a introdurre l’albanese come seconda lingua, la legge oggetto di referendum riduce il numero delle municipalità, modificando la distribuzione etnica della popolazione.