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Arafat "stabile". I territori si organizzano per colmare il vuoto di potere

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Arafat "stabile". I territori si organizzano per colmare il vuoto di potere

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Si accumulano le candele a Clamart, vicino a Parigi, davanti all’ospedale militare di Percy dove Yasser Arafat resta ricoverato, sembra, tra la vita e la morte.Anche stanotte, come le precedenti, sono stati in decine a vegliare sul leader palestinese. Anche oggi, non si sa nulla di certo o di preciso sul suo stato di salute.Le fonti palestinesi sono, come sempre, ottimistiche, e smentiscono la notizia trapelata giovedì da fonti mediche anonime, secondo cui Arafat sarebbe clinicamente morto, in attesa che qualcuno stacchi la spina del respiratore artificiale. Per loro, il raìs è in coma reversibile. Mohammad Rashid, il suo braccio destro, è arrivato anche a negare che Arafat sia in coma.Le fonti ufficiali non aiutano. l’ultimo bollettino medico, di ieri, è estremamente laconico: “ Lo stato di salute del presidente Yasser Arafat non si è aggravato” si è limitato a dichiarare il generale medico Christian Estripeau, dopo aver annunciato che non avrebbe risposto a domande. Intanto si pensa a riempire il vuoto di potere con lo scopo di salvaguardare l’unità nazionale e impedire il caos. Alla Muqata ieri si sono riuniti il numero due dell’Olp Abu Mazen e il premier dell’Anp Ahmed Qorei. Il primo ministro palestinese, che ha assunto le deleghe alla sicurezza e alle finanze, sarà oggi a Gaza per esaminare la situazione. Qui, nei locali del parlamento palestinese, 13 organizzazioni, tra cui Hamas, la Jihad islamica e Al Fatah, hanno partecipato ieri a una riunione straordinaria, che si è conclusa con la decisione di creare un’autorità collegiale per gestire il dopo Arafat.