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Kerry ammette la sconfitta e chiede unità al Paese

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Kerry ammette la sconfitta e chiede unità al Paese

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Sono da poco passate le undici del mattino sulla East Coast, quando l’aspirante presidente John forbes Kerry ammette la sconfitta, dopo un’estenuante notte elettorale. Due ore piu’ tardi – col viso tirato – appare davanti alle telecamere nella sala del Fanueil Hall, a Boston, per annunciare pubblicamente la resa.“Oggi ho parlato col presidente Bush – annuncia Kerry – e mi sono congratulato con lui e con sua moglia Laura per la vittoria”. “Abbiamo avuto una buona conversazione. Abbiamo parlato del pericolo di una divisione nel nostro Paese e dell’indispensabile bisogno di unità”.

“Oggi – aggiunge – spero si possa cominciare a risanare la spaccatura”.Rivolgendosi ai suoi sostenitori, il senatore del Massachussets – visibilmente commosso – li ringrazia per l’appoggio, il tempo e la dedizione dimostratagli in questi mesi. Poi tocca il tema dell’Iraq: “Ora piu’ che mai – afferma – coi nostri soldati in pericolo, dobbiamo restare uniti per portare a termine il lavoro iniziato in Iraq e vincere la guerra contro il terrorismo. Faro’ tutto quello che è in mio potere per assicurare che il mio partito – un orgoglioso partito democartico – resti fedele alle nostre speranze e ai nostri ideali. Sono certo che quello che abbiamo iniziato in questa campagna non finirà qui”.Per l’uomo che apsirava a diventare il nuovo John Fitzgerald Kennedy è l’ora del sipario e il testimone è gia passato a John Edwards che piu’ che chiudere una campagna è sembrato aprire quella del 2008.