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I mercati finianziari attendono iil verdetto delle presidenziali Usa

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I mercati finianziari attendono iil verdetto delle presidenziali Usa

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Attesa: è stata la parola d’ordine della giornata finanziaria che ha accompagnato la sfida elettorale tra George W. Bush e John Kerry.

La partita aperta, e sostanzialmente imprevedibile, tra i due candidati alla Casa Bianca ha lasciato trasparire segni di ottimismo: lo testimonia l’indice tecnologico Nasdaq, ritornato sopra i duemila punti, ma anche il rialzo del Dow Jones. Molti investitori hanno preferito rimanere a guardare, mentre gli analisti si scatenano. Lo scivolone del greggio era tutt’altro che imprevisto per diversi esperti, visti alcuni sondaggi che alla vigilia delle consultazioni davano Kerry in testa e considerato che gli operatori si aspettano con Bush il permanere di prezzi piú elevati. Il gioco di equilibri si ripete a seconda dei settori, senza perdere di vista i programmi elettorali. “Alcune imprese di materie prime, come le compagnie chimiche spiega l’esperto Hugh Johnson non apprezzano i controlli sull’inquinamento ambientale che il senatore Kerry vorrebbe imporre, quindi potrebbero avere un andamento migliore se vincesse Bush”. Anche il settore farmaceutico tifa per Bush, non vedendo di buon occhio la rivoluzione prospettata da Kerry, con un ampliamento della copertura sanitaria e l’importazione di medicinali dal Canada. “Kerry spiega un altro analista, Sam Stovall vuole che anche gli ospedali traggano dei vantaggi. Nel caso di un programma sanitario piú ampio, piú individui finirebbero per essere coperte a livello assicurativo, le strutture ospedaliere non dovendo piú curare persone non assicurate, ne avrebbero ritorni immediati”. Le piazze finanziarie temono l’incertezza piú di ogni risultato a favore di uno o dell’altro candidato. Cosa attendersi quindi dalle presidenziali americane? L’esperienza storica insegna, nei mesi post-elettorali le borse hanno spesso risposto al rialzo.