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Ucraina a metà strada tra Europa comunitaria e Europa orientale

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Ucraina a metà strada tra Europa comunitaria e Europa orientale

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A metà strada tra occidente e oriente, l’Ucraina è uno stato chiave nello scacchiere ex sovietico. Spartiacque tra l’Europa comunitaria e quella orientale, preme l’acceleratore di un benessere economico che non decolla, ma può comunque contare su una moneta stabile, un tasso di disoccupazione sceso oggi al 7%. Nei primi sei mesi del 2004 il Pil è cresciuto di circa 13 punti percentuali, mentre il debito estero si aggira intorno agli 8 miliardi e mezzo di dollari.

Con una superficie di oltre 600 mila chilometri quadrati e una popolazione di 50 milioni di abitanti, l’Ucraina è indipendente da Mosca dal 1991, tuttavia non è riuscita a tagliare ancora il cordone ombelicale. Paga il prezzo della sua dipendenza energetica dalla Russia e del sogno di Putin di creare di uno spazio economico comune con Kazakhstan e Bielorussia. La parte occidentale dell’Ucraina ha un’economia di tipo rurale, lo sviluppo industriale si concentra tutto a oriente, è qui che gli investimenti russi hanno dato ossigeno. Giovedì scorso a sorpresa è giunto a Kiev il presidente Putin, che ha attribuito il merito della crescita economica all’attuale premier e ha firmatoun accordo milionario per la costruzione di un nuovo oleodotto nel paese. La visita agli sgoccioli della campagna elettorale ha sollevato feroci critiche. Una irruzione elettorale che più di ogni parola spiega l’importanza della posta in gioco di queste elezioni.