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L'ombra di irregolarità e brogli si allunga sulle presidenziali ucraine.

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L'ombra di irregolarità e brogli si allunga sulle presidenziali ucraine.

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A seggi ancora aperti, gli osservatori internazionali hanno denunciato pesanti irregolarità.

Le operazioni di voto sono iniziate stamani di buonora. Tra i primi a recarsi a votare, il premier in carica Viktor Yanukovitch, il candidato sostenuto dal presidente Kuchma, scelto per garantire la continuità del sistema di potere del presidente uscente, che negli ultimi anni ha riavviccinato il paese alla Russia. L’anima più filo occidentale dell’Ucraina è incarnata dal candidato liberale Viktor Yushenko. Già premier in una precedente fase della presidenza Kuchma, è l’uomo delle riforme, colui che a fine anni Novanta ha fatto sbocciare l’economia con una politica liberale. I due candidati sono dati testa a testa. Se nessuno otterrà più del 50% dei voti, si andrà al ballottagio il 21 novembre. Leonid Kuchma, dopo dieci anni di presidenza esce di scena ma è la vera eminenza grigia di queste consultazioni. Le operazioni di voto non hanno fatto registrare incidenti di rilievo, malgrado una campagna elettorale tesa, caratterizzata da cortei di protesta che denunciavano repressioni e abusi della macchina amministrativa. Severe misure di sicurezza sono state messe in atto. Massiccio il dispiegamento di agenti intorno all’edificio della commissione elettorale, dopo l’assalto dell’edificio la settimana scorsa. Trentasette milioni gli elettori chiamati al voto, secondo un sondaggio il tasso di partecipazione dovrebbe aggirarsi intorno al 70%.