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Ucraina alle urne tra accuse di brogli, censure e voto di scambio

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Ucraina alle urne tra accuse di brogli, censure e voto di scambio

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L’Ucraina si prepara ad andare alle urne, domenica, per eleggere il nuovo presidente della repubblica. Archiviata una tesa campagna elettorale, nella seconda repubblica ex sovietica per importanza, sono stati installati 33.000 seggi, per accogliere oltre 37 milioni di aventi diritto. L’Ucraina, il cui territorio è esteso quanto la Francia, ha 50 milioni di abitanti.

Le elezioni si svolgono in un clima di forte contrapposizione. Dei 24 candidati solo due hanno concrete chanches di successo. Il primo è Viktor Yushenko, orgogliosamente filo-statunitense, espressione degli ambienti liberali e nazionalistici, e protagonista di una violenta campagna anticorruzione. “I primi ministri ucraini possono dividersi tra quelli che hanno avuto guai con la giustizia e gli altri. Io appartengo al secondo gruppo”, ha detto tra gli applausi chiudendo la campagna elettorale. Obiettivo delle accuse il premier in carica, Viktor Yanukovich, sostenuto energicamente dal Cremlino che non accetta il rischio di una Ucraina fuori dalla sua diretta influenza. Pochi giorni fa Putin in persona era giunto a Kiev per le celebrazioni del sessantesimo della liberazione del paese dal nazismo e per dare una mano al suo candidato preferito, che ha dalla sua anche l’appoggio del presidente uscente, il discusso Leonid Kuchma. Durante tutta la campagna elettorale i candidati dell’opposizione hanno denunciato episodi di voto di scambio e censure sui media. Sul processo elettorale vigileranno seicento osservatori internazionali.