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E' crisi a Strasburgo: Barroso ritira la sua commissione e chiede piú tempo

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E' crisi a Strasburgo: Barroso ritira la sua commissione e chiede piú tempo

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Meglio il ritiro piuttosto che una sonora bocciatura. José Manuel Durao Barroso ha scelto la strada del compromesso, evitando lo scontro diretto nel parlamento europeo. Difronte ad una sconfitta ormai annunciata, a Strasburgo il presidente designato della commissione europea ha chiesto tempo per preparare un rimpasto di governo ormai inevitabile. Con il ritiro dell’esecutivo si è aperta una grave crisi istituzionale, perché la scelta dell’ex premier portoghese è una prima assoluta nella storia europea. Per ricucire lo strappo con l’europarlamento, liberali e socialisti suggeriscono di mandare a casa Rocco Buttiglione, ma l’Italia, attraverso il ministro degli esteri Frattini, ha confermato la fiducia al suo commissario.

Non sarà facile per Barroso rimescolare le carte in tavola, il presidente designato della commissione consulterà nei prossimi giorni i leader europei, per trovare una soluzione e forse nuovi membri nel suo esecutivo. In conferenza stampa l’ex premier portoghese ha evitato commenti su singoli commissari: “Faró le modifiche necessarie e sufficienti- ha dichiarato Barroso – senza prendere impegni sui tempi e modi di questo rimpasto di governo” A Strasburgo, l’amarezza si legge nei volti dei commissari, bocciati almeno sulla carta. Tutti i capi-gruppo dei partiti politici hanno tuttavia salutato questa giornata come una vittoria del parlamento europeo e un rafforzamento della democrazia nelle istituzioni. Per evitare il vuoto di potere, Romano Prodi resterà a capo della sua commissione, fino a quando sarà necessario.