ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Petrolio: tocca nuovi record per lo sciopero in Norvegia, poi ripiega

Lettura in corso:

Petrolio: tocca nuovi record per lo sciopero in Norvegia, poi ripiega

Dimensioni di testo Aa Aa

Il petrolio ripiega, dopo una nuova giornata di record. La tensione era dovuta alle notizie in arrivo dalla Norvegia, terzo produttore di greggio al mondo, dove le compagnie petrolifere minacciavano il blocco della produzione in risposta agli scioperi che rallentano l’attività delle piattaforme da quattro mesi. Il governo di Oslo è intervenuto e ha imposto una mediazione.

“Riteniamo che sia necessario bloccare la produzione”, dice la direttrice dell’associazione dei produttori, che aggiunge: “È un conflitto con molti perdenti: lo Stato, i consumatori, le società petrolifere, i lavoratori” Secondo le stime per quest’anno la Norvegia, terzo produttore mondiale con 3,3 milioni di barili al giorno, ha circa un terzo della produzione saudita (primo produttore: il secondo è la Russia). Copre il 3,5% del fabbisogno mondiale. I lavoratori del settore chiedono che i salari degli immigrati siano equiparati a quelli dei norvegesi: se le società petrolifere chiuderanno le porte, come dicono di voler fare a partire dall’8 novembre, la tensione è destinata a crescere, e i costi potrebbero lievitare notevolmente. Sulla base di questi timori, legati anche alla paura di un’insufficienza degli stock americani per l’inverno e alla situazione in Irak e Russia, il Brent è salito a 51,40 dollari al barile, il WTI a 55,20, per poi ripiegare bruscamente dopo l’intervento del governo: in serata, il Brent è ridisceso a 50 dollari e sessanta centesimi, ed ha perso subito mezzo dollaro anche il WTI.