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Serbia, i kosovari eleggono il parlamento locale

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Serbia, i kosovari eleggono il parlamento locale

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Kosovo oggi al voto per le elezioni politiche che determineranno probabilmente l’assetto istituzionale definitivo della provincia, ancora sotto il controllo delle Nazioni Unite.

La popolazione, per il 90% albanofona, deve eleggere i centoventi membri del parlamento locale. Dieci i seggi riservati ai serbi, altrettanti quelli garantiti alle altre minoranze. L’Onu ha previsto di avviare entro il prossimo anno i negoziati sull’avvenire del Kosovo, che da provincia della Serbia potrebbe diventare un’entitàindipendente. Le elezioni di quelli che diventeranno gli interlocutori politici della comunità internazionale sono boicottate dalla maggioranza degli abitanti serbi. Il governo di Belgrado e la chiesa ortodossa hanno invitato a disertare le urne. Nelle zone serbe solo in pochi si azzardano a esprimere il proprio voto. Contestatissimo il candidato Hashim Tachi, ex leader dei ribelli albanesi. Il suo Partito Democratico del Kosovo potrebbe ottenere un terzo dei parlamentari. I serbi temono il ripetersi di violenze etniche, come quelle del marzo scorso, che costarono la vita a diciannove persone. Accreditato tra i 30 e i 40 seggi anche il movimento dell’attuale presidente, il moderato Ibrahim Rugova. In occasione delle elezioni la Nato ha inviato nella regione 2.000 soldati in aggiunta al contingente della Kfor normalmente presente con 18.000 uomini. Le Nazioni Unite assicurano l’amministrazione della provincia dal 1999, anno della fine della guerra del Kosovo. Dall’inizio del conflitto 200 mila dei 280 mila serbi sono fuggiti.