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Petrolio: nuovi record per il petrolio, FMI preoccupato

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Petrolio: nuovi record per il petrolio, FMI preoccupato

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Di record in record, il petrolio comincia a preoccupare davvero: nel fine settimana ha toccato a New York i 55 dollari e 35 al barile, e non sembra volersi fermare. Da Ginevra, al termine di un vertice tra Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale e Organizzazione Mondiale del Commercio, giunge la voce preoccupata di rodrigo rato, direttore dell’FMI, che è poi partito per una tournée in medio oriente: “I rischi legati al prezzo del petrolio sono cresciuti, e vediamo prezzi in ulteriore incremento. Dal punto di vista dell’impatto sulla crescita economica, certamente ci sarà, l’anno prossimo, ma sarà parzialmente compensato da alcuni fattori positivi“Rato chiede ai paesi produttori di investire di più per accrescere la produzione.

Nel grafico, l’andamento del Brent, il petrolio del mare del Nord, da settembre ad oggi. L’incremento è pari al 25% del prezzo di settembre. A londra, il Brent ha ampiamente superato la soglia dei 51 dollari al barile, un incremento di oltre due dollari in soli tre giorni. A surriscaldare il mercato contribuiscono vari fattori: la forte domanda dalla Cina, in pieno boom produttivo; i timori legati agli stock americani di combustibile da riscaldamento, con l’inverno alle porte; e vari problemi per la produzione in Iraq, Venezuela, Nigeria e Russia.