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Kosovo: elezioni a rischio boicottaggio

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Kosovo: elezioni a rischio boicottaggio

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Elezioni a rischio boicottaggio in Kosovo. Nella provincia serba a stragrande maggioranza albanese si vota sabato per il rinnovo del parlamento.

Due le formazioni principali: la Lega democratica del Kosovo di Ibrahim Rugova, attuale presidente da due anni, e il PDK, Partito democratico del Kosovo, guidato da Hashim Thaçi, ex numero uno della guerriglia kosovara. Del milione e 900mila abitanti della regione, solo 80mila sono di etnia serba. Ed è assai probabile che i più seguiranno la consegna del premier serbo Kostunica: “non andate a votare”. Boicottare il voto significa però rischiare di restare esclusi dalle discussioni, l’anno prossimo, sullo statuto finale della provincia, da cinque anni, ossia dalla fine della guerra, amministrata dall’Onu. E a disertare i seggi potrebbe essere anche un quarto degli albanofoni, delusi dai politici e alle prese con le difficoltà economiche della provincia, nonostante gli aiuti internazionali. L’idea di una democrazia multietnica non è comunque del tutto abbandonata, per quanto pregiudicata dal grave episodio del marzo scorso, in cui una rivolta anti-serba a Mitrovica ha fatto 19 morti.