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Belgio, DHL rinuncia a espandersi: tra quattro anni meno 1700 occupati

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Belgio, DHL rinuncia a espandersi: tra quattro anni meno 1700 occupati

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La DHL cancellerà 1700 posti di lavoro in Belgio, a partire dal 2008. E’ la conseguenza della rottura delle trattative col governo belga sul piano di sviluppo delle attività del corriere espresso internazionale. Alla notizia del fallimento dei colloqui, molti dei 3000 dipendenti DHL si sono riuniti in assemblea.

“Grazie al governo”, dice un operaio “hanno fatto davvero bene il loro lavoro… E tu vieni qua, dì quanti nuovi disoccupati ci saranno”. Il governo belga attribuisce la responsabilità della rottura all’azienda. “Ci dispiace che DHL non sia stata disponibile agli sforzi richiesti dal bisogno di rispettare i criteri di riduzione dell’inquinamento sonoro”, dice ai giornalisti il premier belga Guy Verhofstadt. Se il piano di DHL fosse stato accolto, l’aeroporto di Bruxelles avrebbe visto aumentare i voli notturni del 70 per cento, fino a 22.000 all’anno. Questo però avrebbe violato i limiti posti alle emissioni acustiche in una zona densamente popolata. Secondo indiscrezioni la direzione di DHL, che fa parte del gruppo Deutche Poste, avrebbe intenzione di trasferire il suo quartier generale europeo da Bruxelles a Lipsia, nell’ex Germania dell’Est. I responsabili della società sottolineano che una decisione sul punto è attesa per le prossime settimane.