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Mercato del greggio in fibrillazione

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Mercato del greggio in fibrillazione

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Il mercato del greggio continua ad essere in fibrillazione. Dopo il record fatto registrare a New York dove il barile del petrolio ha superato la soglia dei 55 dollari, domina tra gli analisti la convinzione che il prezzo dell’oro nero non è destinato a scendere a breve. Una situazione che ha trovato riscontro nell’atteggiamento del presidente della Federal Reserve Alan Greenspan. Secondo il numero uno dell’istituto d’emissione degli Stati Uniti l’impatto sull’economia americana della fiammata del greggio sta facendo meno danni sulla crescita economica rispetto al primi choc petrolifero negli anni Settanta.Un quadro molto difficile dove i problemi si accavallano. Dopo la fine dello sciopero in NIgeria eccone un altro annunciato in Norvegia. sneza dimenticare che mancano all’appello i circa mezzo milione di barili al girono a causa del ciclone Ivan nel golfo del Messico.Un contesto molto complicato di fronte al quale l’Opec ha le mani legate. Se da un lato il cartello che raggruppa i principali paesi prodottori di greggio ha rivisto al rialzo la propria produzione, d’altro canto i mercati danno l’impressione di non tenerne conto. L’Opec ha annunciato infatti di avere alzato di oltre centomila barilli al giorno la propria quota destinata all’export rivedendo pero al ribasso la propria stima per l’anno prossimo