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adesione all’Ue. Una serie di incidenti diplomatici come questo al confine con la slovenia – dove la polizia croata è intervenuta per fermare dei membri del partito popolare sloveno che si erano rifiutati di mostrare i documenti al confine, tracciato nel ’91, e ancora conteso tra i due paesi – rischiano di rallentare il processo di adesione.

Miomir Zuzul, ministro degli esteri croato minimizza al microfono diEuroNews:“La Slovenia vuole l’accesso aalle acque internazionali ma la Croazia vuole conservare la frontiera con l’Italia. Questo è il nocciolo della questione: se la Slovenia ottiene l’accesso alle acque internazionali noi non confineremo piu’ con le acque italiane. Oltre a cio’ esistono altri attriti, ma niente di cosi’ grave da poter creare seri problemi tra due paesi amici….”

Il presidente della commissione europea ha concesso a giugno al presidente croato Stipe Mesic lo statuto di paese candidato ma la clausola di sospensione dei negoziati che Bruxelles si preparar a proporre agli stati membri nel caso di non rispetto dei diritti umani e dei principi democratici pende come una spada di Damocle. A cio’ bisogna aggiungere il caso del generale croato Ante Gotovina, uno dei maggiori ostacoli per una piena collaborazione tra Zagabria e il Tribunale dell’Aja.

Il presidente Stipe Mesic spera comunque nell’avvio dei negoziati di adesione il prossimo anno.

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