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Il silenzio del Consiglio d'Europa delude i movimenti in favore dell'aborto

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Il silenzio del Consiglio d'Europa delude i movimenti in favore dell'aborto

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Secondo il rapporto presentato questa settimana all’assemblea del Consiglio la legalizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza in paesi come la Bulgaria e la Romania ha fatto scendere vertiginosamente il tasso di mortalità tra le donne.

Malgrado cio’ l’aborto è ancora vietata a Malta in Irlanda in Portogallo e in Polonia. Rebecca Gomperts medico olandese che lavora per Women on Waves la nave-clinica che si batte per l’aborto legale e sicuro e che lo pratica in acque internazionali – nota delusa che il rapporto del Consiglio de l’Europa non include nessuna raccomandazione sulla legalizazzione dell’interruzione volontaria di gravidanza là nei paesi dove è vietata. “In Portogallo avvengono 25 mila aborti illegali l’anno. E cio’ aumenta di 150 volte il rischio di morire per aborto rispetto ad una donna che vive in Olanda. Le donne vanno all’estero per abortire, ma quelle che hanno meno possibilità economiche cercano di provocarselo da sole, cadendo dalle scale, utilizzando dei ferri per lavorare a maglia o mettendosi nelle mani di persone incompetenti” Simile al Portogallo la situazione in Polonia, anche questo un paese a forte tradizione cattolica. Lo scorso anno, la nave dell’aborto aveva veleggiato alla volta della Polonia in seguito ad una petizione firmata da migliaia di donne polacche. L’accoglienza pero’ da parte dei movimenti anti-abortisti non è stata delle migliori.